Calabria, nuova legge per difendere le coste e sostenere il turismo balneare

Semplificazioni, tempi certi e più autonomia ai Comuni costieri per il ripascimento delle spiagge

Il Consiglio Regionale della Calabria ha recentemente approvato la proposta di legge n. 335/XII, che punta a semplificare e velocizzare le procedure per il ripascimento delle spiagge — ossia il reintegro della sabbia erosa dal mare — sostenendo così gli operatori turistici e tutelando al tempo stesso l’ambiente costiero.

 

 Perché serviva una modifica?

Negli ultimi anni, il fenomeno dell’erosione costiera ha colpito in modo crescente molti tratti del litorale calabrese, riducendo le spiagge e mettendo a rischio l’economia turistica di intere comunità.
La legge del 2005 regolava già le competenze in materia di demanio marittimo, ma l’iter per ottenere le autorizzazioni agli interventi di ripascimento era spesso lungo e complesso, con tempi che mal si conciliavano con le esigenze stagionali delle imprese balneari.

 

 Le principali novità della nuova legge

Con la nuova formulazione dell’articolo 25, il Consiglio Regionale introduce una serie di novità operative e procedurali che rendono il sistema molto più snello e vicino ai territori:

1. Più poteri ai Comuni costieri

I Comuni diventano protagonisti nella gestione delle spiagge e nella tutela delle coste.
A loro spetta ora:

  • la promozione e il coordinamento degli interventi di ripascimento;

  • l’approvazione e l’esecuzione diretta dei ripascimenti stagionali;

  • l’approvazione dei progetti presentati dai concessionari privati (stabilimenti balneari, strutture turistiche, ecc.).

2. Iter semplificato e tempi certi

La nuova legge introduce una “conferenza dei servizi semplificata e asincrona”, che deve concludersi entro 90 giorni.
Il Comune, entro 5 giorni dal ricevimento del progetto, convoca la conferenza, alla quale partecipa anche la Regione per esprimere i pareri ambientali.
Questo sistema riduce drasticamente i tempi, consentendo agli operatori di intervenire prima dell’avvio della stagione estiva.

3. Autorizzazioni pluriennali

Le autorizzazioni avranno durata triennale, prorogabili in base alla tipologia di intervento e ai materiali impiegati:

  • 2 anni (più 1 di proroga) per volumi oltre 40.000 m³;

  • 3 anni (più 2 di proroga) per volumi inferiori a 40.000 m³.
    Sono previsti anche interventi annuali replicabili fino a 10 anni per piccoli ripascimenti inferiori a 5.000 m³.

4. Controlli ambientali e materiali certificati

I materiali utilizzati per i ripascimenti devono rispettare rigorosi standard ambientali:
campionamenti e analisi saranno effettuati dall’ARPACAL o da laboratori accreditati, in linea con il D.M. 173/2016 che regola l’immersione in mare dei materiali di escavo.

5. Nessun costo per la Regione

La legge non comporta oneri finanziari per la Regione Calabria.
Tutti i costi relativi alla progettazione, alle analisi e ai lavori sono a carico dei concessionari privati, mentre la Regione si limita a partecipare con i propri uffici per i pareri tecnici.

 

Una norma a favore di ambiente e sviluppo

L’obiettivo principale è duplice:

  • Tutela ambientale: garantire che ogni intervento avvenga nel rispetto della dinamica naturale delle coste e con materiali compatibili.

  • Sostegno al turismo: permettere a stabilimenti e Comuni di agire in tempi rapidi per garantire spiagge sicure e fruibili, elemento chiave dell’economia calabrese.

La legge favorisce anche un approccio collaborativo tra pubblico e privato, in cui i concessionari diventano parte attiva della salvaguardia costiera, sotto la guida dei Comuni e della Regione.

 

L’occasione per il Comune di Ricadi

Tra i territori che più stanno subendo gli effetti dell’erosione costiera, il Comune di Ricadi — con le sue spiagge iconiche di Capo Vaticano, Santa Maria, Grotticelle e Formicoli — rappresenta uno dei casi più emblematici.
La nuova legge offre finalmente strumenti concreti e procedure snelle per affrontare l’emergenza: è auspicabile che l’Amministrazione comunale colga questa opportunità avviando una progettualità strutturata, capace di coniugare difesa della costa e rilancio turistico.
Attraverso una programmazione condivisa con la Regione e gli operatori balneari, Ricadi può diventare un modello di gestione costiera sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico, trasformando una criticità in una leva di rigenerazione territoriale.

 

Le potenzialità future

Le nuove regole pongono le basi per una gestione moderna e sostenibile delle coste calabresi.
In prospettiva, la norma potrà:

  • accelerare la manutenzione stagionale delle spiagge;

  • stimolare progetti di riqualificazione e piani comunali di gestione costiera;

  • migliorare il coordinamento tra enti locali e operatori turistici;

  • favorire l’adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio dei litorali;

  • attrarre nuovi investimenti in un settore strategico per la Calabria.

 

In sintesi

Questa legge rappresenta un passo concreto verso la semplificazione amministrativa, la difesa dell’ambiente costiero e la valorizzazione del turismo balneare.
Con tempi certi, regole chiare e competenze definite, la Calabria si dota finalmente di uno strumento agile per contrastare l’erosione, garantire spiagge accoglienti e promuovere un modello di sviluppo costiero sostenibile e condiviso.

 

Osservatorio Erosione Costiera


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