Interventi Previsti a Formicoli

Perché è critica

L’arenile è connesso alle stesse dinamiche di Riaci; arretramenti di riva e perdita di spiaggia utile in anni recenti. Regione Calabria

Cosa è previsto

  • Intervento dedicato (uno dei “due interventi” citati per Riaci/Formicoli) con obiettivo di stabilizzare la linea di riva e favorire un parziale ripascimento naturale. Regione Calabria

  • Ripascimenti di rifinitura dopo la messa a regime delle opere, per recuperare ampiezza utile alla fruizione. Regione Calabria

Sinergie

Gestione e manutenzione degli apporti solidi (bacino Ruffa) sono parte della strategia di medio periodo per consolidare i benefici. Regione Calabria


Interventi Previsti nella Baia di Riaci

Baia di Riaci

Perché è critica

Tratto molto fruito turisticamente; risente delle dinamiche di trasporto litoraneo e della riduzione degli apporti solidi fluviali. Regione Calabria

Cosa è previsto

  • Due interventi programmati nel Master Plan con attese di riduzione dell’erosione e ripascimento naturale parziale indotto dalla nuova configurazione delle opere. Regione Calabria

  • Ripascimenti integrativi a sostegno della stagione balneare dopo l’avvio/ottimizzazione delle opere rigide. (Indicazione coerente con la logica di piano per i tratti in erosione; vedi anche esperienza Santa Maria, sotto). Regione Calabria

Fattori abilitanti

  • Apporti del Torrente Ruffa: il documento regionale evidenzia che sono “strategici per la salute di tutte le spiagge di Ricadi”; qualunque assetto di opere beneficia se si ripristina/gestisce il regime solido. Regione Calabria


L’intervento strategico per la costa di Ricadi: il “Master Plan” per l’erosione costiera

Introduzione

La costa di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia (Calabria), è una delle splendide tratte tirreniche del Sud Italia: spiagge ampie, promontori panoramici (come il famoso Capo Vaticano), una forte vocazione turistica che richiede la tutela del litorale e del sistema ambientale.
Tuttavia, come molte zone costiere della Calabria, anche Ricadi è oggetto di fenomeni erosivi crescenti: perdita di spiaggia, arretramento della linea di riva, esposizione a mareggiate e assottigliamento della barriera naturale.
Per far fronte a questa criticità è stato predisposto e pianificato un Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera in Calabria, che interessa anche il litorale di Ricadi.

In questo articolo approfondiremo: (1) il quadro conoscitivo e le ragioni del rischio erosione; (2) la normativa e gli strumenti di pianificazione; (3) gli interventi previsti per il litorale di Ricadi; (4) lo stato di attuazione, le criticità, e (5) alcune riflessioni per il futuro.


1. Quadro conoscitivo: perché Ricadi è “a rischio”

1.1 Dinamiche erosive generali in Calabria

La regione Calabria ha circa 740 km di costa con morfologie molto diverse (spiagge sabbiose, litorali costituiti da ciottoli o ghiaia, scarpate rocciose) e l’erosione costiera è stimata nell’ordine di ~30 % del litorale complessivo in condizioni critiche. TECHNITAL S.p.A.+1
Lo studio “Indagine conoscitiva dello stato delle coste calabresi” (2003) già evidenziava che alcune aree risultavano in arretramento significativo della linea di riva, riduzione della spiaggia, perdita di apporto solido fluviale. distrettoappenninomeridionale.it+1

1.2 Specificità del litorale di Ricadi

Nel caso di Ricadi, il litorale è esposto all’azione del mare aperto tirrenico, specialmente alle mareggiate da ponente, e alcuni fattori complicano la situazione:

  • Riduzione degli apporti solidi fluviali: ad esempio, il torrente Torrente Ruffa, che in passato forniva sedimento alle spiagge, oggi è sottodimensionato o soggetto a regime modificato. Regione Calabria

  • Morfologia costiera che limita il “trasporto litoraneo” di materiali: secondo i documenti del Master Plan, “in mancanza del trasporto longitudinale litoraneo” parte del tratto di Ricadi vede concentrarsi fenomeni erosivi. Regione Calabria

  • Presenza di insediamenti costieri, strutture turistico-ricettive, infrastrutture che aumentano la vulnerabilità del sistema litorale.

  • Il tratto è classificato dal Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) come “P3 – Elevata pericolosità” per la perdita di spiaggia e la potenziale esposizione degli edifici costieri. Regione Calabria+1

1.3 Conseguenze per territorio, turismo e ambiente

  • Riduzione della larghezza della spiaggia, che comporta minore protezione naturale contro le onde e le mareggiate.

  • Aumento del rischio per infrastrutture costiere (viabilità, reti, edifici turistici).

  • Perdita o riduzione della qualità del litorale, con potenziali ricadute sul turismo (che per Ricadi è importante).

  • Impatti ambientali, paesaggistici e sociali, essendo il litorale parte integrante del patrimonio naturale.

Con tali premesse, appare evidente che la pianificazione di un intervento strutturato è quanto mai necessaria.


2. Normativa e strumenti di pianificazione

2.1 Master Plan e Piano Stralcio

Il Master Plan è stato redatto dall’Autorità di Bacino Regionale della Calabria (ABR) e approvato con Delibera n. 1/2014, come strumento di programmazione degli interventi per la mitigazione del rischio di erosione costiera. Consiglio Regionale Calabria
Contemporaneamente è stato adottato il Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) con Delibera n. 4 del 11 aprile 2016, che perimetra le aree a pericolosità/rischio erosivo e stabilisce le priorità d’intervento. Consiglio Regionale Calabria+1

2.2 Contenuti principali del Master Plan

Come riassume Technital per la Regione Calabria:

  • rilevazione dati, analisi dinamiche costiere, trasporto solido, vulnerabilità. TECHNITAL S.p.A.

  • classificazione dei tratti costieri, individuazione delle aree critiche (~200 km circa in erosione).

  • definizione di un programma funzionale di intervento su larga scala.
    Nel documento specifico per Ricadi si segnalano le planimetrie degli “interventi realizzati (rosso)” e “previsti (verde)”. Regione Calabria

2.3 Vincoli, pianificazione urbanistica e ambientale

Nel caso di Ricadi, il progetto per la spiaggia di Torre Tuono fa riferimento anche al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), al PSA (Piano Strutturale Associato) del Comune di Ricadi e comuni associati, e agli strumenti urbanistici comunali. L’intervento risulta coerente con tali strumenti. Regione Calabria

2.4 Monitoraggio, adattamento e urgenti richiami

Organizzazioni come Legambiente Calabria ricordano la necessità di aggiornare i piani in funzione dei cambiamenti climatici, dell’aumento della frequenza di eventi estremi, e di integrare misure di adattamento, non solo di difesa tradizionale. Calabria.Live


3. Interventi previsti per il litorale di Ricadi

3.1 Aree oggetto di intervento

Nel documento tecnico per Torre Tuono-Ricadi (2024) si riportano in particolare i seguenti tratti costieri:

3.2 Tipologie di intervento

Di seguito alcune delle soluzioni previste o realizzate:

  • Pennello semisommerso: ad esempio sulla spiaggia di Torre Tuono è stato realizzato un pennello semisommerso di lunghezza 108 m, radicato al limite sud della spiaggia, con scarpate e testata. Regione Calabria

  • Barriere sommerse: previste per attenuare l’azione delle onde, ricorrendo a scogliere o strutture sommerse di protezione. Regione Calabria+1

  • Ripascimento: spostamento di sedimenti dalla spiaggia sommersa a quella emersa mediante pompe aspiranti e mezzi idonei, per mantenere larghezza minima della spiaggia. Regione Calabria

  • Ripristino degli apporti fluviali: nello studio si segnala che gli apporti del Torrente Ruffa sono “strategici per la salute di tutte le spiagge di Ricadi”. Regione Calabria

3.3 Finalità e priorità

L’obiettivo è duplice: proteggere l’infrastruttura costiera (turistica, ricettiva, insediativi), ma anche preservare la spiaggia come elemento naturale difensivo. I tratti sono prioritari perché classificati come P3 (pericolosità elevata) nel PSEC. Regione Calabria+1

3.4 Localizzazione degli interventi (alcuni esempi concreti)

  • Torre Tuono: intervento già in parte realizzato (barriera/pennello) e altri previsti (planimetria rilasciata). Regione Calabria

  • Riaci / Formicoli: gli studi indicano che su questi tratti “sono programmati due interventi da cui ci si aspetta effetti positivi con riduzione dei fenomeni erosivi e parziale ripascimento naturale”. Regione Calabria

  • Santa Maria di Ricadi: è stato approvato un progetto di fattibilità comunale per la difesa del litorale (menzionato da fonti locali).


4. Stato di attuazione, criticità e scenari

4.1 Stato di attuazione

Si rilevano alcuni elementi positivi:

  • Autorizzazioni e studi tecnici già presenti (VIA, relazioni tecniche).

  • Alcuni interventi realizzati (ad esempio il pennello a Torre Tuono).

  • Atti amministrativi (Consiglio regionale, interrogazioni) che riconoscono la problematica e chiedono stato e attuazione. Consiglio Regionale Calabria

4.2 Criticità aperte

Tuttavia, emergono anche ostacoli e punti da migliorare:

  • Ritardi nell’attuazione: molte opere risultano “programmate” ma non necessariamente completate o cantierizzate.

  • Complessità tecnica, ambientale e paesaggistica: la zona è delicata, vincoli ambientali, costi elevati.

  • Cambiamenti climatici e aumento degli eventi meteorologici estremi rendono l’azione più urgente e più complessa. Legambiente sottolinea che è necessario un approccio di adattamento e non solo di “difesa rigida”. Calabria.Live

  • Coinvolgimento e coordinamento tra livelli (Comune, Regione, Autorità di bacino) non sempre fluido.

  • Finanziamenti e capacità progettuale: la pianificazione regionale ha individuato molti interventi, ma la realizzazione richiede risorse e tempi lunghi.

4.3 Impatti attesi e scenari futuri

Se gli interventi saranno realizzati efficacemente, ci si attende:

  • Stabilizzazione della linea di riva, riduzione dell’arretramento della spiaggia.

  • Maggiore protezione delle infrastrutture costiere e del turismo.

  • Miglioramento del fruizione della spiaggia, ambientale e paesaggistica.
    Ma se i ritardi persistono o gli interventi non tengono conto del futuro climatico, lo scenario può peggiorare: perdita ulteriore di spiaggia, maggiore vulnerabilità, costi di emergenza crescenti.


5. Riflessioni e raccomandazioni

5.1 Verso un approccio integrato

La difesa della costa richiede non solo opere “hard” (barriere, pennelli) ma anche:

  • Ripristino degli apporti solidi fluviali (riviere, torrenti) che alimentano le spiagge.

  • “Soft-interventi”: sistemazione ambientale, dune, vegetazione costiera, mobilità sostenibile.

  • Monitoraggio continuo, adattamento in funzione dei cambiamenti climatici e mareggiate più intense.

5.2 Coinvolgimento della comunità, turismo e paesaggio

Per una località come Ricadi, dove il turismo balneare è rilevante, è fondamentale che gli interventi considerino:

  • il valore paesaggistico e ambientale del litorale (non solo funzione “difensiva”).

  • la fruibilità della spiaggia, l’accesso, la qualità.

  • la comunicazione con la comunità locale e i gestori turistici.

5.3 Tempistica e finanziamenti

È essenziale definire scadenze chiare, stati di avanzamento misurabili e dotarsi di un monitoraggio indipendente. La Regione Calabria e i Comuni costieri – tra cui Ricadi – dovranno mantenere alti i livelli di priorità per evitare che la difesa della costa rimanga un tema marginale.

5.4 Considerazioni ambientali e climatiche

Con il cambiamento climatico, aumento del livello del mare, intensità delle mareggiate e variazioni del regime delle precipitazioni, la pianificazione va aggiornata e resa resiliente. L’erosione non è solo un fenomeno “storico” ma un problema in evoluzione.


Conclusione

Il litorale del Comune di Ricadi è una risorsa ambientale, turistica e paesaggistica di grande valore, ma anche un territorio vulnerabile. Il Master Plan per la mitigazione del rischio di erosione costiera rappresenta un passaggio fondamentale per difendere questo tratto di costa, attraverso una pianificazione integrata e interventi mirati.
La sfida ora è nell’attuazione: trasformare le mappe, i progetti e gli indizi in opere reali, nel rispetto dell’ambiente, della comunità locale e del paesaggio. Solo così si potrà garantire che le spiagge di Ricadi continuino a essere non solo belle, ma anche stabili e protette.


Erosione costiera a Ricadi, riunione in Cittadella

“La Regione Calabria sta affrontando con serietà e pragmatismo la problematica dell’erosione costiera nel Comune di Ricadi, che per troppi anni, evidentemente, non è stata tenuta nella dovuta considerazione. Ma senza voler guardare indietro, ed anzi guardando avanti ed alla concreta risoluzione del problema, ho chiesto che si aprisse un tavolo alla Cittadella tra tutti gli attori in causa”. Ad annunciarlo è il consigliere regionale Michele Comito, il quale si è fatto promotore, insieme al collega Francesco De Nisi, di un incontro, svoltosi nei giorni scorsi, con la partecipazione del Comune di Ricadi (rappresentato dal vicesindaco Domenico Lo Cane e dall’assessore e consigliere provinciale Nicola Lasorba, affiancati dall’ingegnere Gianluca Cantisani) e della Regione (nelle persone degli ingegneri del dipartimento Lavori pubblici, Mancuso e Romanò, esperti in erosione costiera). “È giusto riconoscere la volontà dell’amministrazione comunale – evidenzia Comito – di imprimere una accelerata alla risoluzione di questa annosa pratica. È parimenti doveroso, però, ricordare come il gruppo di opposizione abbia sempre tenuto alta l’attenzione. Ecco perché ritengo importante la comunione d’intenti su tale questione, perché è interesse di tutti risolverla al di là del colore politico di ognuno”.

Nel corso della riunione sono state preliminarmente analizzate le situazioni di pericolo e i danneggiamenti presenti lungo tutti i 12 km del litorale di Ricadi, e si è passati poi ad individuare le azioni di contrasto. Si sono definite quattro azioni da realizzare già dal breve termine.

 

La prima azione riguarda il Progetto per il ripascimento stagionale delle spiagge erose in modo da avere uno strumento operativo già per l’estate 2025 e valido per il triennio 2025-2027, che potrà facilmente essere rinnovato negli anni successivi con l’aggiornamento del progetto. L’intervento seguirà la procedura PAUR regionale con il dipartimento Ambiente della Regione che raccoglierà tutti i pareri dagli enti interessati e darà il parere ambientale finale. Successivamente si potrà procedere alla esecuzione del ripascimento stagionale che necessità di un apposito Regolamento pubblico per permettere anche agli operatori privati di realizzarlo davanti ai propri lidi.

La seconda azione è relativa al Ripristino del trasporto solido fluviale del torrente Ruffa. Il torrente Ruffa è il corso d’acqua più importante che storicamente alimentava tutte le spiagge di Ricadi. Tutti ricordano che nell’inverno 2010-2011 due importanti piene hanno fatto avanzare la foce del Ruffa per oltre 50 metri e la sabbia si è poi distribuita sul litorale permettendo il ripascimento naturale delle spiagge di Ricadi per molti anni. Negli anni ’80 del secolo scorso sono state realizzate circa una decina di briglie in calcestruzzo nel tratto terminale del torrente che hanno modificato le pendenze bloccando l’apporto solido a mare. Il ripristino è un processo lungo in quanto l’abbassamento di tali briglie può avvenire solo gradualmente per evitare danni alle strutture ed infrastrutture presenti. L’intervento ha come obiettivo il ripristino delle condizioni naturali di apporto solido a mare del Ruffa e può considerarsi la soluzione definitiva al problema erosivo di tutto il litorale di Ricadi.

La terza azione riguarda gli interventi di protezione del litorale di Santa Maria. A Santa Maria fu realizzato un intervento dalla Provincia nel 2011-2013 con la realizzazione di una scogliera soffolta in mare. Era previsto anche il ripascimento però mai realizzato. Il progetto vuole quindi completare l’intervento con il ripascimento della spiaggia. Nel contempo essendo passati molti anni è necessaria anche una manutenzione della scogliera soffolta che deve contenere le sabbie versate vicino alla riva evitandone la dispersione al largo. L’intervento entro pochi giorni sarà avviato alla procedura PAUR ed i tempi saranno brevi in quanto si tratta di un completamento di altro intervento già autorizzato. Successivamente si potrà procedere alla esecuzione delle opere.

La quarta ed ultima azione riguarda gli interventi di protezione del litorale di Formicoli e Torre Marino. La Regione dall’anno 2014 ha attivato la progettazione ed esecuzione di un intervento di protezione del litorale del Tono in più lotti. Allo stesso modo il Comune di Ricadi può attivare la progettazione ed esecuzione di un intervento di protezione del litorale di Formicoli e Torre Marino danneggiati dalla mareggiata del 13 settembre 2024.

“In conclusione – dichiara il consigliere Comito – le azioni individuate vogliono sia dare una risposta all’emergenza in corso, sia andare verso una soluzione definitiva del problema erosivo di cui si conoscono le cause che possono essere rimosse ripristinando le dinamiche naturali che fino agli anni ’80 del secolo scorso garantivano l’alimentazione delle spiagge di Ricadi. Ci tengo a ringraziare tutta l’amministrazione regionale ed i tecnici dei vari dipartimenti, oltre che l’ingegnere Cantisani, per l’approccio risolutivo mostrato su questa importantissima pratica, che sono certo porterà ad una risoluzione di un problema particolarmente sentito da tutta la cittadinanza di Ricadi e non solo”.

 

 

Fonte: https://lanuovacalabria.it/erosione-costiera-a-ricadi-riunione-in-cittadella-promossa-dal-consigliere-regionale-comito


Il mare in burrasca si mangia Ricadi: entra nelle case e sgretola il litorale. I residenti presentano una petizione e diffidano il sindaco - VIDEO

un sonno inquieto quello dei residenti di Santa Maria di Ricadi, che da dopo Ferragosto sono alle prese con le forti mareggiate che lambiscono case e litorale sempre più in rovina. «La notte rimaniamo con un occhio aperto a vigilare sul mare che oramai ci entra in casa». Questo è il pensiero comune che si coglie nel borgo di pescatori ancora con qualche turista. Le immagini eloquenti, a partire dal 18 e 19 agosto, mostrano un territorio fragilissimo e un’erosione costiera (dovuta anche alla mano dell’uomo) che divora quei pochi metri di spiaggia rimasta fino a sbancare le fondamenta delle case a mare. «Il pericolo sono i crolli: dei porticati, delle scalette di accesso alle case e delle nostre stesse abitazioni. Con il mare in tempesta che infrange le proprie onde potentissime contro i muretti, sembra di stare a bordo di una nave, ma il rischio è che tutto possa cedere improvvisamente. E prima o poi, succederà».

Per salvare il salvabile e intraprendere immediate azioni di contrasto all’erosione costiera che ha già iniziato a provocare i primi cedimenti a tutti gli accessi a mare in agosto, si è mobilitato con una raccolta firme l’ex sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, residente in estate proprio a Santa Maria. Tra i firmatari dell’iniziativa promossa per la salvaguardia del borgo c’è anche il capogruppo di opposizione “Uniti per Ricadi”, Pasquale Mobrici. La raccolta firme è stata ora presentata sul tavolo del sindaco di Ricadi Nicola Tripodi, del commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nel territorio della Regione e per conoscenza alla presidenza del Consiglio dei ministri-dipartimento di Protezione civile, del presidente della Regione, del prefetto di Vibo Valentia, del dirigente della Protezione civile regionale e dello stesso presidente della Provincia di Vibo.

Nella petizione, largamente condivisa, si rimarca come il borgo di Santa Maria corra il rischio di «scomparire completamente a causa dell’inesorabile avanzata del mare e dei gravi danni provocati. Le ultime mareggiate – evidenzia il documento sottoposto alle autorità – hanno cagionato una grave erosione dell’intera fascia costiera antistante l’abitato, riducendo e per molti tratti eliminando la spiaggia. Tanto che il mare, avanzato senza incontrare alcuna resistenza, con la mareggiata del 23 novembre 2022, ancora una volta ha danneggiato molti fabbricati e i muri di protezione di importanti villaggi turistici. Questa pericolosa situazione, tuttora persistente, non è stata arginata dalla barriera di massi realizzata qualche anno fa, che si è rivelata fatiscente e, attualmente, pressoché inesistente essendo in buona parte sprofondata».

Il mare ridisegna una costa che scompare

«Dai rilevi fotografici – evidenzia ancora il documento che accompagna la raccolta firme promossa da Costa -, appare evidente come l’erosione sia talmente avanzata, da costituire un vero stato di pericolo anche per altri fabbricati ormai lambiti dal mare. Tanto che le onde, anche quando la forza del mare non è particolarmente elevata, spesso superano la protezione esterna penetrando nel locali interni, com’è accaduto nella abitazioni di diversi firmatari. Appare chiaro, dunque, che il costoso rimedio realizzato a poche decine di metri dalla riva non solo si è rivelato del tutto inidoneo a contrastare l’erosione, ma addirittura ha accentuato la situazione di pericolo, trattenendo la sabbia che normalmente viene spinta dalle onde a riva quasi per ripascere la parte erosa dalle precedenti mareggiate».

Questa complessa situazione, ha incalzato Costa nel documento, «è stata già segnalata, sia pure in altra circostanza, all’autorità competente, ma non è dato conoscere quale risultato sia stato conseguito. In ogni caso, aldilà del riserbo mantenuto dalla predetta autorità, è assolutamente necessario avviare al più presto la progettazione e quindi la realizzazione di serie opere a mare a protezione dell’abitato e della incolumità personale dei proprietari e dei turisti, dal momento che la penetrazione dell’acqua al di sotto delle fondamenta di alcuni fabbricati, potrà determinarne il crollo in tempi brevi».

Il Master Plan dell’Autorità di bacino e gli altri interventi finiti nel dimenticatoio

«Resta da aggiungere che a suo tempo è stato elaborato dall’Autorità di bacino regionale, a protezione di un abitato non molto distante da Ricadi e posto in pericolo dall’erosione costiera, un Master Plan all’erosione costiera, confermato dal Comitato istituzionale del distretto idrogeologico dell’Appennino dell’Italia meridionale, nonché dal successivo Piano di bacino stralcio per l’erosione costiera redatto dall’Autorità di bacino regionale. È opportuno sottolineare – prosegue ancora Elio Costa – che in aggiunta è stata prevista la realizzazione di opere di difesa costiera nell’ambito del progetto generale denominato “Interventi integrati per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale Scogli delle Formiche-litorale di Pizzo Calabro, stralcio funzionale-COD-Int. Eci 10 finanziamento con delibera Cipe 87/2012 erosione delle coste”».

I residenti diffidano il sindaco Tripodi

Il richiamo alle iniziative regionali di Costa «mira ad evidenziare quanta importanza sia stata data dall’ente al fenomeno e a porre il problema delle ragioni per le quali una zona rientrante nella splendida Costa degli Dei sia stata invece trascurata, nonostante sia, per numero di presenze (la metà delle presenze turistiche regionali) la destinazione più visitata dell’intera regione Calabria». Alla luce di quanto sopra, «i proprietari di case e di strutture presenti nella baia di Santa Maria – anch’essi firmatari della petizione -, consapevoli del grave pericolo di danno derivante dall’erosione alle loro proprietà ed abitazioni e da interventi di protezione errati, al fine di scongiurare ulteriori danni, invitano e diffidano il sindaco Nicola Tripodi, nella sua qualità di legale rappresentante del comune di Ricadi, ad adottare ogni misura urgente e necessaria per evitare che l’inesorabile avanzare del mare, senza l’adozione di alcuna struttura protettiva, provochi ulteriori e maggiori danni alle case e pericoli all’incolumità delle persone, specialmente nei confronti di quelle costrette ad utilizzare la spiaggia per accedere in casa».

 

 

Fonte: https://www.ilvibonese.it/cronaca/il-mare-in-burrasca-si-mangia-ricadi-entra-nelle-case-e-sgretola-il-litorale-i-residenti-presentano-una-u1ppa4dk


L'erosione costiera in Calabria tra questioni irrisolte e risorse mal utilizzate VIDEO

 

Spiagge sempre più devastate dal mare, interi litorali divorati dalle sempre più frequenti mareggiate. E allora ecco che uno dei tesori di Calabria, i suoi km di costa e le spiagge cristalline, rischiano di essere spazzati via dall’erosione costiera, fenomeno ormai presente da decenni.

Ecco il nostro reportage dal Mar Tirreno, da Falerna a Nicotera Marina per raccontare attraverso la voce di esperti, amministratori, imprenditori e cittadini gla situazione odierna che definire allarmante è un eufemismo. A Falerna nel mese di gennaio scorso la furia del maltempo ha distrutto parte della ciclovia sulla Statale 18. Ora ci sono le ruspe in azione per cercare di proteggere il litorale dalla furia del mare e restituire nel più breve tempo possibile questa infrastruttura alla comunità

Ma la situazione diventa drammatica sul lungomare di Nocera Terinese interamente distrutto nel 2018 e da allora rimasto praticamente inghiottito sotto la sabbia. I marciapiedi e i lampioni non ci sono più, così come l’anfiteatro e i chioschi così come i piloni che rimangono lì in riva al mare come fossero un biglietto da visita in un quadro davvero spettrale.

 

Ma a questo punto il nostro viaggio lungo il Tirreno ci porta in provincia di Vibo: da Tropea, a Torre Marino a Ricadi, a Coccorino di Joppolo fino ad arrivare alla tappa finale di Nicotera Marina.

Cause e rimedi

A Falerna incontriamo uno dei principali esperti in materia, il geologo Mario Pileggi: “Sulle cause di questi fenomeni incidono tantissimi fattori. Fattori sia di natura antropica che naturale. Tra quelli di natura antropica vi sono da ricordare e sottolineare il problema della distruzione delle dune costiere e quello del bosco litoraneo. In Calabria, ad esempio, dal 1957 al 2006 sono stati distrutte ed urbanizzati circa 12mila quadrati di dune. L’altro fenomeno grosso è la distruzione della vegetazione della fascia costiera: il bosco litoraneo è stato realizzato dopo le opere di bonifica degli anni 30′ della Piana di Lamezia e che hanno interessato anche comuni come Falerna e Gizzeria. Altro fenomeno rilevante che ha inciso sul tema dell’erosione costiera è quello dell’utilizzo irrazionale delle falde idriche: il prelievo eccessivo di queste falde è incompatibile con i tempi di ricarica e sta producendo un avanzamento del cuneo salino. E poi tra i fattori naturali abbiamo delle specificità uniche perchè incide molto sulla variazione della costa fenomeni di sollevamento legati allo scontro le placche europea e africana che produce un sollevamento di alcuni millimetri all’anno ancora in corso e che nell’ultimo milione di anni ha prodotto questi bellissimi terrazzi marini che si possono ammirare tra Falerna e Nocera Terinese e anche nel Vibonese”. Pileggi prova a fornire suggerimenti anche sui rimedi: “Bisogna intanto utilizzare le risorse economiche disponibili, 6 milioni e 800mila euro di fondi europei con progetti adeguati alla specificità del territorio. Perchè non si realizza un ripascimento utilizzando le sabbie disponibili in tutta la regione Calabria? Perchè si utilizzano questi massi che si sa, sono soggetti a spostamenti rilevanti a seguito di fenomeno di tsunami così come avvenuto nel Reggino?

 

Situazione grave anche nella Costa degli Dei

Da Tropea (dove la spiaggia di Rocca Nettuno, Bandiera Blu, è stata fortemente colpita dalle mareggiate invernali) fino a Ricadi (emblematica la situazione di Torre Marino), fino ad arrivare al lungomare di Coccorino (frazione di Joppolo) e alla lunga distesa di spiaggia, che ormai non c’è più come prima, di Nicotera Marina. A Tropea, afferma il sindaco Giovanni Macrì, “a causa dei mancati interventi mai arrivati negli ultimi anni, non si riesce a trovare quella quadra necessaria a mettere in sicurezza questo angolo di paradiso. Tropea senza spiagge ne risentirebbe gravemente. La spiaggia di Rocca Nettuno non ha mai subito interventi speculativi, ma qui praticamente mancano almeno 50 metri di spiaggia. I danni sono stati importanti, ma siamo riusciti ad intervenire e mettere in sicurezza il sito in vista della stagione estiva che da noi si può dire che già sia partita”. Poco più avanti a Torre Marino, caratteristico borgo sito nel comune di Ricadi, la situazione è ancora più grave: la spiaggia è stata praticamente inghiottita dal mare e ora a serio rischio sono anche le barriere di protezione costruite nel tempo dai privati che operano in quella porzione di costa. “Il problema è serio – afferma il consigliere comunale Domenico Tomaselli – e la politica regionale deve essere attenta su questo tema e dare importanza alla Costa degli Dei perchè solo una politica di ampio respiro può andare a risolvere un problema che riguarda tutti”. Figura storica del luogo è l’imprenditore Antonio Loiacono: “Negli anni 70′ c’era sabbia per oltre 30 metri e siamo sopravvissuti bene fino agli ultimi cinque anni. Noi nel 2015 qui avevamo un frontemare di spiaggia con un’ottimale balneazione, ma ora da sette anni il libeccio gratta e porta via. I miei colleghi pensano ad un ripascimento portando sabbia dal mare, ma noi dobbiamo avere la possibilità di creare delle barriere e fare in modo che i fiumi si attivino a portare il ripascimento naturale. Le istituzioni sono assenti, anche se negli anni scorsi sono stati qui assessori regionali, ma non si è fatto nulla”. Poco più avanti ecco Coccorino, il suo lungomare più volte danneggiato dal maltempo. Qui ci sono le abitazioni di chi decide di trascorrere i mesi estivi in questo angolo di paradiso con vista sulla Sicilia: case messe a serio rischio perchè la furia del mare è arrivata a spezzare una stradina comunale, che pensate, separa i territori comunali di Ricadi e Joppolo. “Abbiamo chiesto che si intervenisse – racconta il sig. Felice Proto – ma finora non si è fatto nulla. Qui il mare rischia di portarsi via tutto”. E per finire ecco Nicotera Marina: insieme al nostro storico corrispondente Pino Brosio, incontriamo l’ing. Fabio Caserta, e il presidente della Lega Navale Italiana, sez. di Nicotera, Biagio D’Ambrosio. Sulla lunga distesa di spiaggia di Nicotera Marina, paradossalmente, l’effetto erosione costiera si nota veramente in maniera impressionante guardando le foto di 40-50 anni fa. Il mare si è inghiottito almeno 50 metri di spiaggia e ora lo scenario è quello di una lunga distesa di pietre adagiata sul litorale. Cittadini, operatori economici e turisti attendo risposte e la speranza è che nei prossimi giorni i venti di scirocco possano portare un pò di sabbia. Gli interventi sono attesi da anni, le risorse promesse non sono mai state utilizzate eppure, come sottolinea Caserta (annunciando la prossima nascita di un comitato che faccia da pungolo sul tema) basterebbe poco, basterebbero poche risorse e un pò di buona volontà: “Manca parte del territorio frontestante l’intero paese di Nicotera Marina. Non c’è più la riproposizione delle sabbie che arrivano da Sud, aumenta l’erosione per i venti e le mareggiate che arrivano da Nord e andando alle possibili soluzioni c’è da allungare la punta di Tuccina. Facendo questo, senza pensare a grosse opere o a deturpare il bellissimo paesaggio che lì c’è, basta riproporre un pò di massi sotto il pelo dell’acqua e questo farebbe sì che le sabbie che arriverebbero con i venti di scirocco non andrebbero più via”.

.


Il Direttivo della Pro Loco Capo Vaticano lancia un appello

Questo disastro mette in evidenza che gli tutti interventi eseguiti ad oggi col famigerato “Master Plan”


Il Direttivo della Pro Loco Capo Vaticano tramite il Presidente Giacomo Benedetto, lancia un appello all’Assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Prof. Mauro Dolce e al Presidente della Giunta Regionale dott.Roberto Occhiuto (ad interim per il Turismo) affinché intervengano congiuntamente e urgentemente per la messa in opera di decisivi interventi strutturali che fermino il gravissimo processo di erosione costiera sulla Costa degli Dei e più in particolare sui 13 km di costa del Comune di Ricadi. L’erosione, perdurando da decenni, ha già interessato diversi chilometri delle nostre meravigliose e delicate spiagge distruggendo molto del nostro patrimonio naturale e ambientalistico ricco di biodiversità dove ora chiediamo che vengano eseguiti i necessari interventi di ripascimento costruttivo della costa e di idonee barriere marine. Con le recenti mareggiate, soprattutto le spiagge di Santa Maria e al Tono e fino a Riaci sono state letteralmente divorate dal mare causando devastazioni senza precedenti, anche con crolli di strutture balneari e proprietà private di cui alcune abbandonate per paura crollo. Questo disastro mette in evidenza che gli tutti interventi eseguiti ad oggi col famigerato “Master Plan” con le nuove barriere soffolte, realizzate contro l’erosione costiera tra cui l’ultimo proprio da Santa Maria, Grotticelle e dalla Scogliera alla Ruffa passando per il Tono fino alla Ruffa, a nulla sono serviti per la benché’ minima difesa costiera, con un gigantesco spreco di denaro pubblico buttato appunto “a mare”.
Come scrive il rapporto di “Spiagge 2022” di Legambiente, dal 1970 al 2020 il fenomeno dell’erosione ha interessato pesantemente le coste della Calabria per il 60,9% pari a 278 chilometri registrando in media la perdita di 23 metri di profondità di spiaggia a livello nazionale. La Pro Loco Capo Vaticano, in quanto espressione della cittadinanza, istituzionalmente deputata all’incremento e alla promozione turistica e quindi alla tutela dell’ambiente, si sente in dovere di prendere posizione in merito e non può restare insensibile di fronte a quanto sta avvenendo. I cittadini devono rendersi conto che l’avanzamento del mare sta procurando un gravissimo danno ambientale con la distruzione di attività turistiche e un altrettanto grave danno economico in quanto la scomparsa delle spiagge causerà certamente una riduzione del turismo, con le conseguenze negative sugli esercenti balneari e sull’intera economia di filiera della località (Resort-Alberghi-B&B ed esercizi commerciali in generale, con conseguente perdita di posti di lavoro e valore dei terreni e delle abitazioni). La Pro Loco invita l’Amministrazione Comunale di Ricadi, già sensibile e attiva al problema, ad effettuare celermente ricognizioni territoriali costiere al fine di poter richiedere alla Protezione Civile il riconoscimento dello stato di “Calamità Naturale” con adeguata documentazione fotografica e relazioni a supporto, pure avvalendosi di nostra consulenza istituendo una commissione di lavoro dedicata. La Pro Loco Capo Vaticano esorta con la presente, sollecita e invita tutti i soggetti interessati, le Associazioni dei balneari in primis, i comitati già costituiti sul tema, le Associazioni di Volontariato, Ambientaliste e Culturali del territorio, Confcommercio, le Associazioni degli Esercenti Commerciali e di Categoria, le altre Pro Loco attive sulla Costa degli Dei e la Cittadinanza tutta, a partecipare attivamente e insieme al fine di presentare una richiesta formale scritta comune e condivisa sollecitando gli organi politici e istituzionali deputati ad attivarsi rapidamente per una soluzione definitiva del problema.

Il presidente
Per.Ind. Giacomo Benedetto

 

 

Fonte: https://www.tropeaedintorni.it/il-direttivo-della-pro-loco-capo-vaticano-lancia-un-appello.html


Interventi Previsti su Torre Tuono

Perché è critica

Tratto esposto alle mareggiate di ponente e con scarsa alimentazione sedimentaria; la documentazione tecnica regionale lo classifica tra le aree prioritarie. Regione Calabria

Cosa è previsto/realizzato

  • Pennello semisommerso già realizzato (radicato sul limite sud), con funzione di trattenere sedimento e ridurre l’energia ondosa locale. Regione Calabria

  • Sistema di opere di difesa soffolte/semisommerse (scogliere/pennelli) in completamento e ottimizzazione, come da tavole “interventi realizzati (rosso) e previsti (verde)” del Master Plan. Regione Calabria

  • Ripascimenti di supporto (da spiaggia sommersa a emersa) per mantenere larghezze balneabili minime post-opera. Regione Calabria

Note operative e stato

Nel 2025 il Dipartimento Ambiente regionale richiama la necessità di procedere in coerenza con il Master Plan, anche alla luce delle mareggiate recenti che hanno colpito proprio questo tratto. Regione Calabria


Interventi Previsti a Santa Maria

Santa Maria di Ricadi

Situazione ad oggi

  • 2011–2013: realizzata una scogliera soffolta dalla ex Provincia; il ripascimento previsto allora non fu eseguito. ilvibonese.it

  • 30 aprile 2025: il Comune approva il progetto di fattibilità tecnico-economica “Interventi per la difesa dall’erosione costiera del litorale di Santa Maria di Ricadi”. Il focus è colmare il “gap” storico (mancato ripascimento) e difendere la battigia. informacalabria.it

Cosa prevede

  • Completamento dell’intervento storico con ripascimento e rimodellamento dell’arenile, in coerenza con il disegno del Master Plan. ilvibonese.it+1

  • Manutenzione e ottimizzazione della scogliera soffolta esistente (verifiche quote/posizionamento, eventuali integrazioni) per massimizzare l’efficacia del ripascimento nel tempo. (Indicazione coerente con gli atti e con la prassi tecnica; la finalità è esplicita nelle fonti locali). ilvibonese.it+1


Osservatorio Erosione Costiera


©2025

All Rights Reserved

Privacy Preference Center